Un passo indietro per un futuro migliore.( Per quelli che verranno dopo di noi)
Una vita sostenibile basata su principi del passato.
Quando si e’ giovani si hanno molte idee e entusiasmo, ma non si ha l’esperienza e la concretezza per realizzarle. Spesso da giovani ci si imbatte in conflitti interiori che ci portano a seguire strade con troppi incroci, e si e’ confusi nel decidere dove andare.
Le idee da sole non bastano. Si ha bisogno dia altro e di altri, ma quando si e’ giovani spesso non si ascolta e non si vede dove sono le risposte.
I nostri genitori e nonni ci hanno certo insegnato tante cose, ma spesso non abbiamo aprezzato il valore fondamentale di certi insegnamenti. Li abbiamo spesso seguiti piu’ per rispetto che per convinzione. E spesso ci si e’ ribellati perche’ certi insegnamenti non corrispondevano con le nostre nuove idee.
E altrettanto vero che spesso il conflitto fra le nuove generazioni e quelle vecchie aveva giustificazioni da ambo le parti. Non tutto quello che ci veniva detto o imposto era giusto, ma molto lo era.
Questa breve introduzione e’ per spiegare come certi modelli di vita del passato oggi hanno un valore incredibilmente attuale riguardo l’ambiente. Ed e’ nell’ambiente e nello stile di vita di una volta che ci troviamo la risposta a delle soluzioni dei problemi attuali.
Se guardiamo indietro a come vivevano i nostri nonni e I nostri genitori sino agli inizi degli anni sessanta, vediamo che molte delle idee e proposte per ridurre le immissioni dei CO2 che vengono sbandierate oggi, sono li in quei stili di vita.
Noi, cittadini del mondo, oggi abbiamo il dovere morale e civile di salvaguardare l’ambiente che ci circonda, non solo per preservarne la sua bellezza unica e irripetibile, ma sopratutto perche e’ grazie ad esso che noi possiamo vivere. Ogni parte di esso e’ essenziale per la nostra sopravvivenza. Ma spesso non ci rendiamo conto che noi non siamo i soli a vivere su questo pianeta. Anzi se ci fossimo solo noi, non vivremo a lungo.
Noi siamo parte di questo creato, e abbiamo un ruolo importante allo stesso modo di altri elementi e altre creature che ci vivono. Non siamo una cosa distaccata da esso, ma parte integrante di esso.
Un’altra considerazione importante e’ che il pianeta in cui viviamo non ci appartiene.Non e’ nostro. Noi siamo solo di passaggio. Ne usufruiamo dei frutti, della bellezza solo durante questo viaggio mentre lo attraversiamo nella nostra breve esistenza. Il pianeta, la casa dove viviamo momentaneamente appartiene sempre al futuro. Non era dei nostri nonni e non e’ nostra.Appartiene alle future generazioni, ma solo per il lasso di tempo che queste lo attraversano.Quasta casa meravigliosa che ci da aria per respirare, aqua da bere e cibo per mangiare, che ci da la gioia di vivere e lo spettacolo sempre diverso di ogni nuovo giorno, la abbiamo ereditata e dobbiamo lasciarla in ordine, pulita, produttiva per chi verra’.
Gli indiani americani avevano ragione a inorridire all’idea che gli uomini potessero comprare o vendere terre, fiumi o altro. Il concetto non era nella loro filosofia di rispetto verso l’ambiente. Perche’ nel momento in cui il concetto di compravendita di esso appare nella mente umana, comincia la distruzione dell’ambiente prima e la razza umana a seguire.
Oggigiorno sappiamo che la terra e’ ormai divisa fra milioni di individui. Chi ne ha tanta, chi poco e chi niente. Non si puo’ piu’ tornare indietro ai tempi di come vivevano gli indiani d’america e pertanto milioni di persone comprano i prodotti della terra coltivati da una minorita’ di individui e gruppi. Questi milioni di persone sono i piu’ vulnerabili inquanto dipendono del tutto dalla produzione di cibo che altri lavorano.
In citta’ come Londra, Roma, Tokio etc due settimane di blackout di fornitura porterebbe a una disastrosa Guerra per il cibo. Questo sta sfortunatamente succedendo nei paesi piu’ poveri per altre ragioni, queste ultime meramente ambientali.
Nei nostri ambienti ci dobbiamo considerare fortunati. Abbiamo ancora le famiglie che vivono relativamente vicine e si aiutano a vicenda.Quasi ogni famiglia ha un pezzo di terra, grande o picolo che sia. Noi abbiamo il potenziale di vivere con le nostre piccole risorse, se siamo disposti a rinunciare ad un po’ di comodita’ e a molte cose superflue che ci vengono proposte dalla societa’consumistica moderna.
Certo non si puo piu’ ormai distaccarsi completamente dalla vita moderna, ma sicuramente si puo’ fare molto per essere meno schiavi di essa e di ritrovare il vero senso del vivere, essendo protagonisti della nostra vita e non spettatori di essa.
Dobbiamo tornare a prenderci cura di noi stessi e dell’ambiente che ci circonda e da esso trarre il necessario per la nostra soppravvivenza senza chiedegli dieci se ci basta solo cinque.
Oggi sappiamo quanti milioni di tonnellate di cibo si buttano via, e con il cibo altri milioni di prodotti usa e getta e milioni di prodotti che sono stati fatti solo per un uso momentaneo e cosi’ via in una lunga lista infinita di sprechi . Questa e’ la nostra societa’.
Il conforto e’ un bene, il lusso non e’ necessario e lo spreco e’ un crimine. Questo perche’legato al nostro spreco c’e’ la realta’ spesso sconosciuta o volutamente sconosciuta di tragedie che colpiscono milioni di persone intorno al mondo. Molto della poverta’ e dei problemi di fame e sete nel mondo non sono altro che la conseguenza della nostra societa’ fatta di consumismo e spreco.
Ecco perche’ dobbiamo ripensare come viviamo e che impatto ha la nostra vita su altri individui. Spesso fare le donazioni cosi comuni oggigiorno non e’ altro che un modo per mettere la nostra coscienza in pace nei riguardi dei piu’ bisognosi. Non si puo’ fare le offerte per aiutare alcuni meno fortunati e nello stesso tempo continuare a vivere allo stesso modo, per esempio comprando prodotti a buon prezzo lavcorati da bambinei o adulti che vengono pagati una miseria
Nel nostro piccolo possiamo fare molto.Un piccolo cambio da ogniuno di noi diventa un grande risultato se tutti collaboriamo.
Nella nostra situazione particolare, ho pensato a come abbiamo vissuto da piccoli e quale sarebbe stato l’impatto dell’impronta ambientale lasciata dal nostro stile di vita e piu’ ancora dallo stile di vita dei nostril genitori e dei nostril nonni. Senza tornare troppo indietro inquanto le condizioni di vita erano per molti aspetti certamente miserevoli. Certo, I nostri nonni e genitori non hanno avuto una vita agiata, sopratutto considerando che venivano dall’esperienza di due guerre devastanti. Ma tante’, per certi aspetti la vita era piu’ “ vissuta” direttamente, inquanto si era protagonisti diretti e attivi di tutto cio’ che si faceva e produceva.
A partire dalla coltivazione del grano e alla fattura del pane, sino alla pasta, i dolci, alla produzione delle propie verdure, a quella di alcuni frutti, alla produzione del propio vino e del propio olio, sino all’allevamento di galline , maiali e altro. Dove un tipo di prodotto non era manufatto in famiglia era il vicino a provvedere il mancante spesso con uno scambio in natura. Cosi’ per esempio era il latte e i derivati, il miele etc.
Come dicevo, noi nel meridione d’italia siamo ancora fortunati perche’ molto di tutto questo e’ ancora li, e quello che si e’ perso si puo’ certamenrte recuperare. Quello che e’ importante per cambiare e’ chiedersi cosa e’ veramente importante nella nostra vita, e quindi cosa vogliamo. Un’altro aspetto per succedere e facilitarsi I compiti e’ stare uniti e aiutarsi a vicenda. Ogniuno di noi ha diverse capacita’ e se queste sono messe insieme per il fine commune tutto sarebbe piu’ semplificato.
E' un po di tempo che sto pensando a esempi, dove guardando al passato e alla vita fatta dai nostri nonni, e in parte dai nostri genitori, mi vengono in mente situazioni che molti dei moderni pensatori ecologici vogliono insegnarci per salvare il pianeta. Ebbene molti di questi,come dicevo, erano li, presenti, nella vita quotidiana dei nostri nonni.
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