Tuesday, 31 August 2010

Come vivevano i nostri nonni una delle risposte per salvare il pianeta (parte terza)

Dove ci eravamo lasciati?
Non importa. La vita dei nostri nonni era quindi una vita fata di fatica e a volte di stenti. certo oggi bisogna fare attenzione a fare dei paragoni col passato, inquanto se parliamo di come si vive oggi con tante comodita', be' alora la vita dei nostri nonni era certamente non cosi' comoda. ma se non paragoniamo la nostra vita di oggi con quella del passato allora dobbiamo analizzare gli aspetti negativi ma anche positivi di quel tipo di vita riguardo all'ambiente.
prima di tutto dobbiamo stabilire se le comodita' delle quali parliamo siano importanti per il nostro benessere essenziale, o se molte di queste sono solo un benessere edonistico.
Prendiamo la casa.
I nostri nonni vivevano in case piu' piccole e modeste, spesso senza il bagno in casa o l'acqua. Poco scaldate o scaldate dal solo caminetto.Pochi mobili e nessun elettrodomestico e senza elettricita'.
Oggi le nostre case sono certamente piu' comode ma spesso piu' grandi del necessario, con tanti mobile che spesso non usiamo con riscaldamento centralizzato che spesso si usa al massimo tanto che alcune persone possono starsene in casa mezze nude. Elettrodomestici tanti.Proviamo ad elencarli : lavatrice/ lavastoviglie/ televisone (i)/ telefono e telefonini/ radio/stereo/ferro da stiro/asciugacapelli/arricciacapelli /frullatore/impastatrice/coltello elettrico/ ....e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Ora, alcuni di questi prodotti sono molto utili, ma e' il loro utilizzo che bisogna considerare. per esempio la lavatrice. In passato si lavava a mano e cio' era fattibile anche se faticoso inquanto non si aveva molti vestiti.Oggi il possesso della lavatrice e' giustificato inquanto si ha una infinita' di vestiti, ma questo implica la domanda se avere tanti vestiti e' essenziale.Si la lavatrice e' utile ma se si avesse il giusto numero di vestiti allora l'impatto sulla nostra bolletta e sull'ambiente sarebbe ridotto di molto.Impatto ambientale dei nostri nonni al riguardo era zero o giu' di li. Io non sto dicendo che non si deve avere la lavatrice, ma che questa dovrebbe essere usata in modo corretto.
Televisione? Se ne potrebbe in teoria fare a meno  ma tante' l'intrattenimento e il tenersi informati ce la rende se non indispensabile almeno desiderabile.I nostri nonni non cel'avevano. Lavoravano tutto il giorno e andavano a letto presto perche' stanchi o tutt'al piu' giocavano a carte o si raccontavano storie davanti al fuoco e a un bicchiere di vino. Impatto ambientale zero o giu' di li. Noi, la guardiamo piu' o meno tutte le sere.( quando dico noi, intendo in generale, l'abitudine delle persone.Non  mi riferiro' mai a individui o gruppi se non specificamente sottolineato).I bambini si svegliano e la guardano prima di andare a scuola. Spesso si trascura la discussione in famiglia perche' non ci si vuole essere disturbati,. Spesso non si prepara la cena perche' si pensa che non ci sia tempo mentre si spendono tre quattro ore in fronte alla tivu'.Molti programmi ormai sono del tutto pieni di stupidita' e consuma elettricita'.Vantaggi pochi.Socialmente sta creando molti problemi a livello interlocutivo all'interno delle famiglie. Il computer sta naturalmente sostituendo la televisione e adulti e giovani spendono ormai molto tempo in fronte ad esso. la cosa che annoia di piu' riguardo tutte le moderne technologie e' il fatto che te ne presentano decine di nuove ogni anno...e pertanto quest fanno parte del discorso fatto sopra riguardo la produzione di oggetti usa e getta, con l'immaginabile spreco di risorse e le conseguenti tematiche di inquinamento legate ad essi.( Una parentesi qui andrebbe fatta su come molto di questo spreco di materiali che diventano spazzatura venga mandato in paesi poverissimi dove bambini e adulti smontano pc,laptops,tv etc con un alto rischio alla loro salute. Come dire, noi ci divertiamo e quando l'oggetto non ci diverte piu' o e' diventato absoleto lo scarichiamo in altri posti!)
Tutta l'oggetistica usata in casa oggi e' costruita per non durare ma solo per mantenere la produzione. Questa produzione e' mantenuta per mantenere a sua volta i posti di lavoro.Ma, la necessita' di lavorare per guadagnare soldi non e' piu' soltanto legata  al fabbisogno primario di sfamarsi, vestirsi e avere un tetto per riparo ma bensi' per circondarsi di una infinita' di oggetti costosi e non del tutto necessari. ogniuno di noi dovrebbe farsi quattro conti e vedere quanto spendiamo per cio' che non e' strettamente necessario. Probabilmente almeno un terzo (se non piu) dei soldi si risparmierebbe.Questo implica il fatto che non avremo bisogno di lavorare otto ore al giorno ma solo cinque o giu' di li. Avremo cosi piu' tempo da dedicare a noi stessi, alla nostra vita e ai nostri cari e piu' tempo a coltivare le nostre campagne ( a chi le ha ovviamente) per ricavarne un miglior raccolto e conseguentemente non andare al negozio per comprarlo.
Lavorando meno ore si darebbe spazio ad altri. Piu' lavoro a piu' persone ma meno ore per tutti.
Parlando delle necessita' primarie per la nostra esistenza, il cibo e' certamente fondamentale e insostituibile.
Nonche', anche qui ci sono note non solo dolenti ma persino criminali e immorali, in una societa' come la nostra ( occidentale e civilizzata? ) dove dalla produzione, attraverso la distribuzione la vendiata e l'uso, il 65% del cibo e' buttato via per svariate ragioni. Si, avete letto bene.Il 65 %. Il cibo come altri prodotti oggi non e' piu' un bene necessario  ma un un prodotto come un altro. Spesso a buon prezzo, disponibile in varieta' esotiche e usato spesso piu' per il piacere del palato che per sfamarsi. ora essendo un amante del buon cibo non posso negare che il paicere nel mangiarlo sia una cosa negativa, ma nel contesto della sua superproduzione a scapito dell'uso dei terreni arabili, dell'acqua, del trasporto, quel piacere non e' piu' legato a una produzione etica ma a una produzione consumistica come gli altri prodotti. In piu' come detto sopra, piu' della meta' e' buttata via e questo e' certamente immorale e criminale allo stesso tempo, perche per importare pomodori dall'africa, per esempio, implica l'utilizzo di risorse di acqua che vengono a mancare alle popolazioni locali. Questo e' solo un esempio di una lista infinita.Bisogna ritornare all'uso dei prodotti strettamente locali come ai tempi  dei nostri nonni.oggigiorno non c'e' bisogno di avere papaye o alteri strane frutte nel negozio. oggi si viaggia molto, e se mi trovo in un paese diverso dal mio, allora e' il momento di assaggiare i loro prodotti.

Monday, 30 August 2010

Lunedi 30 Agosto

Un'altra settimana e' cominciata e per fortuna oggi c'e' un po di sole.

Domani arriva il nuovo freezer che mi permettera' di conservare piu' prodotti in preparazione dell'inverno.
Oggi ha congelato tre pasti che mi serviranno piu' avanti.
Il primo e' una zuppa fatta con la buccia di piselli. Ho bolito le bucce e quindi le ho passate al colapasta..Quindi ho aggiunto una patata bollita del nostro giardino per condersarla un po'.Questo sara' sufficen te per un pasto.
Quindi ho cotto delle zucchine dell'orto e aggiunto una patata bollita in pezzi.Passto numero due.
Il terzo pasto l'ho fatto con due patate bollite e a pezzi mischiate con foglie di dente di leone e ofoglie di ortica bollite quindi ho fritto il tutto con tre fettine sottili di pancetta del nostro maiale.I tre pasti sono nel freezer.
Ieri mattina mentre Christopher era in chiesa, Lesley ed io siamo andati per una passeggiata di circa due ore.Abbiamo raccolto more e lamponi selvatici e un po' di funghi gallinacci. Al rientro ci siamo bagnati inquanto ha piovuto un po'
Questa mattina ho anche fatto una crema di funghi per il mio pranzo per condire la pasta, e ne ho conservato quattro porzioni nel freezer.Con le more e i lamponi ho fatto un barattolo di marmellata. Il resto della mattina l'ho passato a fare le pulizie.

Sunday, 22 August 2010

Domenica al lavoro

Sono al lavoro ma e' una bella giornata. Ho cercato di fare alcune cose nell'orto della scuola inquanto piselli e fagioli e fave erano uno sopra l'altro e non si aiutavano di certo a crescere bene.
ieri abbiamo avuto una sorpresa di mattina presto. La gallina che era sparita sette giorni fa e' tornata nel giardino. Questa volta la abbiamo osservata per vedere cosa faceva e dove andava, e dopo che ha bevuto molta acqua e mangiato pochissimo e' salatata sul muretto asecco che separa il nostro giardino da quello del vicino.Quindi e' sparita sotto un cespuglio a alberello propio a due passi da casa e praticamente attaccata a dove teniamo la legna. Siamo quindi andati nel giardino del vicino per prenderla e abbiamo scoperto che aveva ben quattordi uova sotto di lei.Mamma chioccia dunque. Abbiamo preso la gallina e le uova e la abbiamo sistemata in una'altra casetta, separata dalle altre. E' stata una bella sorpresa anche se penso che non n asceranno dei pulcini inquanto il gallo l'ho ucciso prima della partenza d per la sardegna, quaindi le uova non sono fertilizzate. Ma tante', e' di nuovo con noi.
Venerdi i lavori per la casa di legno sono cominciati e qui sotto e' la foto dei pilastri di legno ormai sistemati.

Thursday, 19 August 2010

Come vivevano i nostri nonni una delle risposte per salvare il pianeta ( Seconda parte)

Prendiamo per esempio la nostra famiglia e la sua estensione. La forza magggiore viene dal numero degli individui. Come un motore che ha 10 cavalli o 100 cavalii. Se questi sono messi a lavorare per il bene commune,in questo caso l’automobile, allora si vede che l’unione di queste forze motrici rendono il risultato piu’ interessante.Ma piu’ cavalli ci sono piu’ e’ potente il mezzo usato per il fine finale.


Prendiamo ad esempio cosa ci appartiene e cerchiamo di valutarlo e sfruttarlo al meglio.

Anche qui, dieci pezzi di terra messi insieme e lavorati in comune renderebbero molto di piu’ che se lavorati individualmente.

Non solo perche’l’aiuto reciproco facilita la lavorazione e stringe i tempi di impiego , ma anche perche’ certe risorse verrebbero lavorate in un posto meglio che un altro in accordo della posizione, del tipo di terreno, della quantita’ di aqua disponibile etc.

Il problema e’ la frammentazione delle risorse. Piu’ si frammentano e piu’ tendono a scomparire. Quello che dovremo fare e’ riunire queste risorse per il beneficio commune.

Questo manterrebbe il potenziale intatto e in piu’ aiuterebbe gli individui a restare uniti per il bene comune.

La societa’ moderna ha anche qui causato frazionamenti della societa’ a partire dalla famiglia. Anche qui l’insegamento dal passato dovrebbe essere seguito come un nuovo esperimento di reintegrazione sociale. Molti sociologi confermano nella stessa linea seguita da alcuni politici che molti malesseri sociali vengono da questa perdita di micro comunita’ che sono la famiglia e il vicinato. E anche qui sapppiamo che noi abbiamo questo vantaggio inquanto le nostre relazioni interfamiliari e di vicinato sono ancora li. Si, si stanno perdendo, ma possiamo recuperarle.



Altro punto interessante riguardo la societa’ moderna e’ il lavoro. Il lavoro e’ visto come un fattore indispensabile per la sopravvivenza sia come individui che come societa’. Cio’ che oggi si sta dimenticando e’ che la societa’ in cui viviamo sta dettando le leggi del lavoro e schiavizzando gli individui per farla funzionare. Oggi non si lavora per la pagnotta ma per mantenere l’economia del consumismo, che e’ basata sulla produzione (surplus produttivo), la vendiata e disposizione di beni che in gran larga maggioranza non hanno niente a che vedere con cio’ che e’ essenziale per la nostra vita quotidiana di soppravvivenza. Questo ci spinge a lavorare almeno otto ore al giorno (ad esempio di giornata lavorativa di un lavoratore dipendente) solo per poter guadagnare abbastanza e poter essere in grado di comprare molti di questi beni non strettamente necessari.

Noi siamo ormai schiavi di questo meccanismo produttivo che ci spinge al guadagno di soldi che sono poi spesi per mantenere in piedi questa produzione, inquanto poi spendiamo questi soldi per comprare i prodotti che noi lavoriamo, e quindi usandoli e buttandoli dobbiamo rimpiazzarli producendone altri. E cosi via all’infinito.



L’aspetto piu’ preoccupante pero’ e’ legato non ai prodotti superflui ma all’alimentazione. Escludendo i milioni di persone che vivono nelle grandi metropolis e le quali dipendono da tutto e non possono essere autosufficenti per alimentarsi, chi invece possiede un pezzo di terra e non lo usa o non ne usa i frutti, andando invece a comprarli e spendendo dei soldi per questi, quindi lavorando per guadagnare questi soldi, qui e’ dove c’e’ una contraddizione.(In un libro che ho letto recentemente c’era un passaggio che si riferiva alla prima meta’ dell’ottocento, dove i propietari che avevano molti frutti dalla loro terra e che non li raccoglievano, avrebbero dovuto essere considerati criminali, inquanto sprecavano o non ridistribuivano il frutto naturale della terra.Non solo, l’autore del quale non ricordo il nome, diceva che chi non aveva terre avrebbe dovuto avere il diritto di andare a prendersi questi prodotti che altrimenti sarebbero stati distrutti inutilmente).

Semplicemente: avere le mele in casa e non mangiarle, ma andare a comprarle non e’ un atto ragionevole, ma la verita’ e’ che questo accade dapertutto. Le mele sono un esempio di molteplici altri prodotti.



Uno dei problemi maggiori del consumismo e’ legato al fatto che non si da piu’ valore alle cose, sia quelle utili che quelle superflue.Cio’ e’ dovuto al fatto che qualsiasi cosa si compri oggi non e’ necessario tenerla per durare.Anzi, i prodotti di questa generazione devono essere cambiati perche’ diventano fatiscenti dopo pochi mesi o pochi anni. In piu’ molti prodotti sono fatti per non durare e pertanto, volente o nolente bisogna cambiarli.

Esempi di consumismo anche a non basso prezzo sono i telefonini, gli Ipod ,screen tv, abbigliamento e scarpe etc, che si comprano e si cambiano troppo in fretta, tutto per sentirsi “ cool “ e per mantenere la produzione, quindi i posti di lavoro, quindi le otto ore lavorative necessarie per guadagnare molto e spendere molto. Ma spendere per che cosa? Questa e’ la domanda alla quale non vogliamo rispondere.



La lavatrice o il frigorifero costruiti negli anni settanta funzionano ancora se sono trattati bene. La loro funzione e’ di funzionare e funzionano. Oggigiorno, questi prodotti durano tre o quattro anni e poi si rompono, non funzionano piu’. Qui e’ la scusa per comprarne uno nuovo anche perche’ essendo maggiormente elettronici aggiustarli costa delle volte di piu’ che ricomprarli nuovi.



Qui e’ un altro punto dolente della storia. Molti prodotti costano poco perche’ prodotti nei paese dell’est, e spesso grazie allo sfruttamento della manodopera sia di adulti che di bambini. Quando compriamo i pantaloni che costano solo due o tre euro questa e’ la ragione dietro questi costi. Molti di noi non sono a conoscenza di questi aspetti dell’economia globale, che si, fa girare i soldi un po dapertutto ma nello stesso tempo arrichisce solo pochi e fa sentire tutti noi realizzati perche’ risparmiando in questo modo possiamo permetterci altri lussi non necessari. Molto del nostro benessere e’ legato a questa economia immorale che aiuta solo parzialmente le popolazioni piu’ povere,sia in quei paesi di produzione che da noi, dove i piu’ poveri devono cercare questi prodotti per sbarcare il lunario.



Anche qui cercando nel passato troviamo delle risposte. Pantaloni, maglioni e altri abbigliamenti erano passati da fratello a fratello ,sorela a sorella o ad altri piu’ piccolo.Scarpe erano un lusso, e generalmente si avevano un paio per tutti i giorni e un paio per la domenica e altre occasioni di festa. Oggi ci sono degli eccessi che non si giustificano. Una persona con un po’ di intelligenza non dovrebbe accumulare decine e decine di capi di vestiario e decine di scarpe che raramente si usano.Il prodotto non ha piu’ il fine per il quale e’ stato disegnato ma solo un accessorio di moda da sfoggiare.

Piu’ se ne ha e piu’ ci si sente realizzati o gratificati. Perche’ dovremo avere 10 maglioni, 10 paia di pantaloni e dieci paia di scarpe? Nella scuola dove lavoro, i ragazzi abbandonano il loro vestiti ogni giorno e ne loro ne i loro genitori si preoccupano di recuperarli, cosi’ che alla fine di ogni trimestre io e i miei colleghi raccogliamo dalle dieci alle 15 buste nere di spazzatura piene di vestiti e scarpe.





“I paesi industrializzati devono imparare cosa significa vivere con poche risorse, perche’ credere che l’abbondanza di cibo sia infinita e’ una illusione.” Da Waste :uncovering the global scandal.( Spreco:la scoperta di questo scandalo globale)



In passato si viveva in case poco riscaldate. Ci si copriva con un maglione in piu’ e non c’era bisogno di super riscaldamento. Oggi la temperature della maggior parte degli ambienti abitati e’ salita di molti gradi e in circostanze del tutto incredibili molte persone si svestono in casa inquanto e’ troppo caldo. Questo atteggiamento e’ del tutto inacettabile.E’ ancora una volta il risultato di una societa’ consumistica sino allo spreco di risorse in modo del tutto non neccessario. Anche il cibo che una volta era tenuto in cucina durava di piu’ perche’ era tenuto a una temperature del tutto naturale. Oggi, molti prodotti sono messi ne frigorifero con l’illusione che si conservino meglio, provocando invece il contrario inquanto i frigo sono tenuti spesso a temperature sbagliate. Anche qui, le case dei nostril genitori e nonni erano piu’ adatte alla conservazione di alcuni cibi.

Lo spreco fa ormai parte della struttura della societa' moderna.Sprechiamo perche' produciamo, ma non produciamo solo quello di cui abbiamo veramente bisogno,ma molto di piu', pertanto lo sprechiamo.C'e' troppa scelta a disposizione e spesso compriamo piu' di quello che abbiamo pensato di comprare.

"Waste is embedded in the structure of modern society. We waste because we produce, but we do not produce only what we need, but much more, therefore we waste it. Too much choice is available and often we buy more than planned". 
Non ricordo da dove ho preso questa breve descrizione, ma sottolinea molto bene il concetto sino qui espresso.


Non tutti sanno quale impatto lo spreco di cibo ha sull’ambiente e molti non sanno che lo spreco di cibo in societa’ dell’ovest crea fame in altri paesi. Per capire questo bisogna comprendere come la produzione e la distribuzione del cibo funzione nel nostro pianeta.



Dovremmo analizzare il modo in cui le risorse erano usate in passato e l’impatto ambientale che esse avevano e confrontarle con il presente. Dovremmo partire con l’esempio dell’aqua. Come si viveva con l’aqua, il suo uso e gli sprechi. Partendo da un elemento dovremmo quindi far riaffiorare i ricordi .

Prima di tutto l’aqua non era in vendita. Nessuno aveva pensato che l’aqua poteva diventare un affare multi milionario arrivando al punto che uno degli elementi naturali, indispensabili per la soppravvivenza degli esseri umani potesse essere controllata da autorita’,prima statali e poi private, e quindi venduta in bottiglie o altri contenitori, in svariate forme e gusti e a prezzi talvolta immorali. Se qualche centinaio di anni fa qualcuno avesse pensato questo, sarebbe stato preso per matto! Ma e’ la realta’ delle cose.

L’aqua che dovrebbe esssere un diritto intoccabile per ogni individuo vivente e’ ora alla merce’ di pochi furbi che la controllano e ce la vendono. L’aqua dovrebbe essere un diritto non qualcosa che devi comprare nei negozi o al bar.

More mushrooms / Ancora funghi

Beautiful day today...and warm. I recieved another 3 chilos of shantarelles today. As I had so many I decided to do a new dish for lunch. In the morning I boiled 1/3 of the 10 chilos from yesterday and now are ready for tomorrow to be put into jars. My new dish was made as you guest from mashrooms. I made ravioli with mashroom filling and a creamy souse to go with them.See pictures below.They were actually very good so I am going to make more to keep in the freezer.

Ci hanno portato ancora circa tre chili di funghi. Ho deciso di provare una ricetta nuova e cosi' ho fatto dei ravioli con ripieno di funghi e una crema di funghi per condirli. Erano buonissimi e pertanto mi apprestero' a farne di piu' per poi conservarli nel freezer. Sotto ci sono delle foto del procedimento.
La prima foto e' la crema di funghi, quindi il ripieno e i ravioli pronti e il piatto finito pronto per essere mangiato.

Wednesday, 18 August 2010

Nomadi - La mia terra

The sardinia I love la sardegna che amo

exchange of products

Ravioli with wild herbs



Cooked ravioli















linguine pasta and the sevada cake.
Adaptation of the Sardinian cake but made with
Cedar cheese.














Lasagna after cooking



These are examples of my products. I am looking for no money but for an exchange of products which I need for carry on an experiment which consist in trying to live for the all winter ( from November to end February ) without buying any food or drinks.

I will provide myself food that I am collecting from now from the wild and preserving most of it in freezer, jars, dry, cured etc. as well as cultivating some vegetables, but to have a balance diet I do need some products which I can not find in nature and some of these product are also need it for making my pastas and lasagna which I am going to use for this exchanges.



The products which I need are as follow:

Olive oil Tesco price as indicative £ 2.92 750 ml

Sunflower oil Tesco price “ £ 0.95 750ml

Bread flour (any mix) Tesco price “ £ 0.98 1.5 kg

Ordinary flour Tesco price “ £ 0.65 1.5 Kg

Milk Tesco price “ £ 0.89 1 pint

Butter Scottish Tesco price “ £ 1.10 250 gr

Sugar granulated Tesco price “ £ 0.98 1 Kg

Organic passata Tesco price “ £ 0.98 680 gr



Anyone who can provide fish or any game including rabbits will be OK for this kind of exchange.



I will ask you what I need when you place an order . Calculating the time need it for making lasagna or cannelloni or ravioli for three people and the materials, the value of these are on the range of 6 pounds as total. So if you want a container of lasagna as picture above enough for three,then I will ask you to buy something I need for the value of 6 pounds. e.g. One bottle of extra virgin olive oil/ one pint of milk/ 250 grams butter will be approx 5 pounds. Then you can add anything you like. Although I am brewing my beer and attempting to make some wines from different products ( nettles/ rhubarb/apples/plums/sweet Cecily etc ) any bottle of wine will be accepted as well but only if what I need is much less than what you order then the bottle will be an addition to it and not as an essential ingredient.

I will not produce too much and orders will be limited to my needs of products. I guess that I can do ravioli or lasagna for a maximum of 4 or 5 orders per month.

I will provide a jar of my homemade tomato sauce to go with the ravioli if need it ( only 0.50 pence ) and of course I will suggest others condiments as alternative.



Looking forward to start this adventure with you.

Ten kilos of mushrooms Dieci chili di funghi

Today the school cook give me lots of mushrooms.I am going to cook them tomorrow in water and vinegar to then dry them and fiil up some jars with olive oil.The mushrooms will be good in vinter as a starter.This morning I have also created a new version of ravioli.I have made ravioli with beetroot.As you can see the pasta sheets are pink.Very original. Oggi la cuoca  della scuola mi ha portato circa dieci chili di funghi gallinaci.Domani li bolliro' con acqua e aceto per poi asciugarli e quindi metterli nei barattoli sott'olio.
Questa mattina ho creato un nuovo raviolo fatto con la bietola comune.Vedrete le foto sotto. praticamente ho usato l'acqua della bietola per impastare la pasta e poi  ho pestato la bietola precedentemente bollita e mischiata con un po' di formaggio per fare il ripieno.Ho raccolto ancora un po' di piselli e fave per metterle nel freezer. La maggior parte del tempo l'ho spesa pitturando i legni della nuova casetta di legno che affianchera' quella piu' vecchia.Ci manca lo spazio per conservare gli atrezzi da lavoro e altro.Sotto le foto dei ravioli e dei funghi.Come vedete i ravioli hanno un colore rosa. Da assaggiare.



Tuesday, 17 August 2010

Come vivevano i nostri nonni una delle risposte per salvare il pianeta (parte prima)

Un passo indietro per un futuro migliore.( Per quelli che verranno dopo di noi)

Una vita sostenibile basata su principi del passato.


Quando si e’ giovani si hanno molte idee e entusiasmo, ma non si ha l’esperienza e la concretezza per realizzarle. Spesso da giovani ci si imbatte in conflitti interiori che ci portano a seguire strade con troppi incroci, e si e’ confusi nel decidere dove andare.

Le idee da sole non bastano. Si ha bisogno dia altro e di altri, ma quando si e’ giovani spesso non si ascolta e non si vede dove sono le risposte.

I nostri genitori e nonni ci hanno certo insegnato tante cose, ma spesso non abbiamo aprezzato il valore fondamentale di certi insegnamenti. Li abbiamo spesso seguiti piu’ per rispetto che per convinzione. E spesso ci si e’ ribellati perche’ certi insegnamenti non corrispondevano con le nostre nuove idee.



E altrettanto vero che spesso il conflitto fra le nuove generazioni e quelle vecchie aveva giustificazioni da ambo le parti. Non tutto quello che ci veniva detto o imposto era giusto, ma molto lo era.



Questa breve introduzione e’ per spiegare come certi modelli di vita del passato oggi hanno un valore incredibilmente attuale riguardo l’ambiente. Ed e’ nell’ambiente e nello stile di vita di una volta che ci troviamo la risposta a delle soluzioni dei problemi attuali.

Se guardiamo indietro a come vivevano i nostri nonni e I nostri genitori sino agli inizi degli anni sessanta, vediamo che molte delle idee e proposte per ridurre le immissioni dei CO2 che vengono sbandierate oggi, sono li in quei stili di vita.



Noi, cittadini del mondo, oggi abbiamo il dovere morale e civile di salvaguardare l’ambiente che ci circonda, non solo per preservarne la sua bellezza unica e irripetibile, ma sopratutto perche e’ grazie ad esso che noi possiamo vivere. Ogni parte di esso e’ essenziale per la nostra sopravvivenza. Ma spesso non ci rendiamo conto che noi non siamo i soli a vivere su questo pianeta. Anzi se ci fossimo solo noi, non vivremo a lungo.

Noi siamo parte di questo creato, e abbiamo un ruolo importante allo stesso modo di altri elementi e altre creature che ci vivono. Non siamo una cosa distaccata da esso, ma parte integrante di esso.



Un’altra considerazione importante e’ che il pianeta in cui viviamo non ci appartiene.Non e’ nostro. Noi siamo solo di passaggio. Ne usufruiamo dei frutti, della bellezza solo durante questo viaggio mentre lo attraversiamo nella nostra breve esistenza. Il pianeta, la casa dove viviamo momentaneamente appartiene sempre al futuro. Non era dei nostri nonni e non e’ nostra.Appartiene alle future generazioni, ma solo per il lasso di tempo che queste lo attraversano.Quasta casa meravigliosa che ci da aria per respirare, aqua da bere e cibo per mangiare, che ci da la gioia di vivere e lo spettacolo sempre diverso di ogni nuovo giorno, la abbiamo ereditata e dobbiamo lasciarla in ordine, pulita, produttiva per chi verra’.



Gli indiani americani avevano ragione a inorridire all’idea che gli uomini potessero comprare o vendere terre, fiumi o altro. Il concetto non era nella loro filosofia di rispetto verso l’ambiente. Perche’ nel momento in cui il concetto di compravendita di esso appare nella mente umana, comincia la distruzione dell’ambiente prima e la razza umana a seguire.



Oggigiorno sappiamo che la terra e’ ormai divisa fra milioni di individui. Chi ne ha tanta, chi poco e chi niente. Non si puo’ piu’ tornare indietro ai tempi di come vivevano gli indiani d’america e pertanto milioni di persone comprano i prodotti della terra coltivati da una minorita’ di individui e gruppi. Questi milioni di persone sono i piu’ vulnerabili inquanto dipendono del tutto dalla produzione di cibo che altri lavorano.

In citta’ come Londra, Roma, Tokio etc due settimane di blackout di fornitura porterebbe a una disastrosa Guerra per il cibo. Questo sta sfortunatamente succedendo nei paesi piu’ poveri per altre ragioni, queste ultime meramente ambientali.



Nei nostri ambienti ci dobbiamo considerare fortunati. Abbiamo ancora le famiglie che vivono relativamente vicine e si aiutano a vicenda.Quasi ogni famiglia ha un pezzo di terra, grande o picolo che sia. Noi abbiamo il potenziale di vivere con le nostre piccole risorse, se siamo disposti a rinunciare ad un po’ di comodita’ e a molte cose superflue che ci vengono proposte dalla societa’consumistica moderna.

Certo non si puo piu’ ormai distaccarsi completamente dalla vita moderna, ma sicuramente si puo’ fare molto per essere meno schiavi di essa e di ritrovare il vero senso del vivere, essendo protagonisti della nostra vita e non spettatori di essa.

Dobbiamo tornare a prenderci cura di noi stessi e dell’ambiente che ci circonda e da esso trarre il necessario per la nostra soppravvivenza senza chiedegli dieci se ci basta solo cinque.

Oggi sappiamo quanti milioni di tonnellate di cibo si buttano via, e con il cibo altri milioni di prodotti usa e getta e milioni di prodotti che sono stati fatti solo per un uso momentaneo e cosi’ via in una lunga lista infinita di sprechi . Questa e’ la nostra societa’.

Il conforto e’ un bene, il lusso non e’ necessario e lo spreco e’ un crimine. Questo perche’legato al nostro spreco c’e’ la realta’ spesso sconosciuta o volutamente sconosciuta di tragedie che colpiscono milioni di persone intorno al mondo. Molto della poverta’ e dei problemi di fame e sete nel mondo non sono altro che la conseguenza della nostra societa’ fatta di consumismo e spreco.



Ecco perche’ dobbiamo ripensare come viviamo e che impatto ha la nostra vita su altri individui. Spesso fare le donazioni cosi comuni oggigiorno non e’ altro che un modo per mettere la nostra coscienza in pace nei riguardi dei piu’ bisognosi. Non si puo’ fare le offerte per aiutare alcuni meno fortunati e nello stesso tempo continuare a vivere allo stesso modo, per esempio comprando prodotti a buon prezzo lavcorati da bambinei o adulti che vengono pagati una miseria



Nel nostro piccolo possiamo fare molto.Un piccolo cambio da ogniuno di noi diventa un grande risultato se tutti collaboriamo.

Nella nostra situazione particolare, ho pensato a come abbiamo vissuto da piccoli e quale sarebbe stato l’impatto dell’impronta ambientale lasciata dal nostro stile di vita e piu’ ancora dallo stile di vita dei nostril genitori e dei nostril nonni. Senza tornare troppo indietro inquanto le condizioni di vita erano per molti aspetti certamente miserevoli. Certo, I nostri nonni e genitori non hanno avuto una vita agiata, sopratutto considerando che venivano dall’esperienza di due guerre devastanti. Ma tante’, per certi aspetti la vita era piu’ “ vissuta” direttamente, inquanto si era protagonisti diretti e attivi di tutto cio’ che si faceva e produceva.

A partire dalla coltivazione del grano e alla fattura del pane, sino alla pasta, i dolci, alla produzione delle propie verdure, a quella di alcuni frutti, alla produzione del propio vino e del propio olio, sino all’allevamento di galline , maiali e altro. Dove un tipo di prodotto non era manufatto in famiglia era il vicino a provvedere il mancante spesso con uno scambio in natura. Cosi’ per esempio era il latte e i derivati, il miele etc.



Come dicevo, noi nel meridione d’italia siamo ancora fortunati perche’ molto di tutto questo e’ ancora li, e quello che si e’ perso si puo’ certamenrte recuperare. Quello che e’ importante per cambiare e’ chiedersi cosa e’ veramente importante nella nostra vita, e quindi cosa vogliamo. Un’altro aspetto per succedere e facilitarsi I compiti e’ stare uniti e aiutarsi a vicenda. Ogniuno di noi ha diverse capacita’ e se queste sono messe insieme per il fine commune tutto sarebbe piu’ semplificato.


E' un po di tempo che sto pensando a esempi, dove guardando al passato e alla vita fatta dai nostri nonni, e in parte dai nostri genitori, mi vengono in mente situazioni che molti dei moderni pensatori ecologici vogliono insegnarci per salvare il pianeta. Ebbene molti di questi,come dicevo, erano li, presenti, nella vita quotidiana dei nostri nonni.

17 Agosto 2010

Anche oggi nuvoloso. Questa mattina ho raccolto 800 grammi di ciliegie selvatiche per fare cinque litri di vino. Quindi sono andato in giardino a raccogliere delle foglie di borragine e ortica. Ho fatto bollire il tutto e poi ho preparato della pasta e fatto dei ravioli e con la rimanenza della pasta, delle lasagnette. Oggi l'impiegata della libreria mi ha portato un concentratodi lamponi e quattro uova delle sue galline. Sapeva che le nostre hanno smesso di fare uova due settimane fa eccetto per Charlie ( Christopher ha dato i nomi a ogniuna di loro ) che ha ripreso il giorno di ferragosto. La cuoca della scuola mi ha detto che mi portera' un bel po di funghi dal loro bosco e alcuni di essi vorrebbe che io li identificassi. ieri sera abbiamo assagiato un goccio del vino di mele ( il numero due, inquanto ne ho fatto tre diverse quantita' da cinque litri l'una) ed era bello asciutto e leggermente aromatico. Direi ben riuscito. La foto di ogii e' un pane fatto con il lievito ricavato dopo la fermentazione della birra fatta in casa.

Monday, 16 August 2010

La scuola riapre

La scuola riapre oggi solo per gli insegnati, gli studenti rientrano domani.Giornata grigia ma senza pioggia.
Una delle nostre galline e' sparita da sabato pomeriggio e non e' piu' tornata....forse un falco o un'aquila pellegrina?peccatio era una delle piu' prolifiche.
Questa mattina ho travasato cinque litri di vino fatto con la buccia di piselli e uva passa nelle bottiglie. Quindi ho raccolto 400 grammi di lamponi e ho fatto un litro e mezzo di succo concentrato e con la polpa un barattolo e mezzo di marmellata.
E' anche arrivato il materiale per costruire una casetta di legno per gli atrezzi di lavoro. La costruzione di legno che andra' nella partr alta del giardino comincera' a materializzarsi Venerdi'. oggi ho anche cominciato a fare l'inventario di alcuni prodotti che sto conservando. Ecco un paio di foto di oggi.
Sotto i lamponi per la marmellata e sopra il succo ricavato per il concentrato
una nota per Graziano. Se vuoi andare a vedere due delle piante che ho usato sino a poco tempo fa e dalle quali ho ricavato alcuni prodotti. Una e' la Myrrhis adorata o Mirride Odorosa in Italiano e l'altra e' l'Aegopodium podagraria o Girardina silvestre. Con la prima ho fatto ( sto sperimentando) 5 litri di vino,l'ho mangiata bollita  e ne ho ricavato uno sciroppo da diluire con acqua bollente e berlo come te.In piu' ne ho conservato bollita sott'olio ( ancora da assaggiare). La seconda e' un'erba introdotta dai romani durante il loro viaggio per la conquista delle terre inglesi.La usavano come insalata. Io l'ho usata bollita che diventa come uno spinacio, ma la ho anche usata in com,binazione con l'ortica (sempre bollita) per ripieni di ravioli. Ambedue sono commestibili e niente male. Ho in mente di usarle per altre ricette.

Sunday, 15 August 2010

pesto di prezzemolo

Dimenticavo. Oggi ho raccolto del prezzemolo e ho fatto del pesto aggiungendo solo sale.Questi andra'nel freezer e mi servira' per condire la mia pasta.probabilmente ce ne e' abbastanza per condire 10 piatti di pasta.Questo significa che ho gia' dieci pranzi di pasta quasi pronti.Per farmi delle lasagnette mi ci vuole solo15 minuti di tempo dalla farina al prodotto finito.In quattro mesi mi serviranno 120 colazioni, 120 pranzi e 120 cene. 360 e' il numero dove concentrarsi. Ho gia' dei prodotti conservati che mi basteranno per 80 tra pranzi e cene. Come vedete sono nella buona strada.

un esperimento senza pretese

(English version) I will start today to write in this blog about the experiment that I am going to start in November.Four months without buying any food.The food that I will eat will be provided by natura in the wild or by coltivation.I will explain as I go what is about as it is a bit complex to try to explained now as an introduction. I will need some essential ingreedients to make my pasta, my cheese and preserve some food.These ingreedients cannot be find in natura here in scotland. Flour/oil/sugar and milk.I will get them from some of you in exchange of my ravioli or lasagne. There is also an Italian version ( the main ) of the blog.The English version will be limited in number of words but it will be sufficent to understand what I am doing etc.pics will help in this process.
(Italian version)Comincero' oggi a scrivere su questo blog e cerchero' di annotare cio' che faccio in preparazione dell'esperimento di questo inverno. Per chi non lo sapesse, l'esperimento consiste nel vivere nei quattro mesi invernali piu' difficili senza comprare cibo...Il cibo che mangero' sara' solo di quello coltivato nel nostro giardino o preso dalla natura. Altro cibo sara' scambiato con altre persone che conosco e che sono disposte a collaborare per aiutarmi nella riuscita di questo esperimento. Il materiale commestibile di qui parlo e' per esempio farina, olio, zucchero e latte. Questi sono quattro ingredienti che io non posso coltivare e che non posso trovare in natura qui in Scozia. Questi ingredienti mi serviranno altresi per produrre della pasta come ravioli etc che scambiero' con alcune persone in cambio di questi prodotti stessi.Lo zucchero mi servira' per la produzione di marmellate, birra, vino e per  altro.Stesso discorso vale per l'olio. La farina mi servira' per la produzione di pasta e pane. Il latte per la produzione di formaggi freschi. Tutto il procedimento e' complesso e cerchero' di spiegarlo mano a mano che andro' avanti. Fotografie verranno altresi' pubblicate per una migliore spiegazione di quello che sto facendo.

Ieri per esempio ho preparato 2 litri di concentato di ciliegie selvatiche che mi procureranno circa dieci litri di succo di frutta aggiungendoci acqua.Ho gia' raccolto 2 KG di piselli dall'orto e li ho congelati. Ho anche congelato dopo averle brevemente bollite, due porzioni di foglie di barbabietole e due porzioni degli stemmi che le mangero' come spinaci.Anche queste sono nel freezer. Nei giorni scorsi ho conservato varie erbe selvatiche bollite, contenitori di erbe sott'olio etc.la settimana scorsa ho gia' conservato quattro barattoli di funghi sott'olio.

L'esperimento riguarda solo il cibo, ma provero' di sostenermi anche per quanto riguarda le bevande, incluse quelle alcoliche. Ho gia' in produzione vino fatto con rubarbaro, ciliegie selvatiche, mele e altri che vi diro' piu' avanti.
First picture is my improvised cellar for my wine experiments. Prima foto di oggi  riguarda il vino.non e' una cantina ma....la fermentazione c'e'.